VIDEO ARTICOLO: LA RIFORMA COSTITUZIONALE SPIEGATA IN MODO SEMPLICE DI REMO PULCINI

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

 

Share

L’ULTIMA MOSSA DI RENZI PER TENTARE DI VINCERE IL REFERENDUM COSTITUZIONALE ORMAI PERSO, IL RINNOVO DEI CONTRATTI DEGLI STATALI A NOVEMBRE POCO PRIMA DEL REFERENDUM.

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI
Appare chiaro che Renzi ha “PAURA” allo stato puro di perdere il Referendum Costituzionale fallendo anche lui dopo Berlusconi e dopo aver dato garanzie a Lobby e Usa della sua riuscita.

Le statistiche parlano chiaro e lo danno sconfitto in modo netto, non basta l’aiuto e l’appoggio di Paesi stranieri come Usa e Germania.

L’Ultima carta da giocare nella disperazione e’ sulla falsa riga del Bonus di 80 euro dati agli Italiani con reddito basso e poi ripresi e’ il rinnovo dei contratti degli Statali.

In pratica il Referendum si fara’ a Novembre anche a dispetto di eventuali indicazioni della Corte Costituzionale, per il semplice motivo che proprio adesso si sta mettendo mano dopo circa 10 anni al rinnovo dei contratti degli statali.

I sindacati chiedono circa 7 miliardi di euro mentre di fatto Renzi ed il PD nella nuova legge di stabilità ne darà necessariamente la metà.

La richiesta di avere 180 euro circa di media in piu’ negli stipendi verra’ ridotta a circa 80 euro mensili lordi, come i famosi 80 euro precedenti con cui prese in giro gli Italiani.

Vi anticipo che la mossa disperata di Renzi e del PD, sara’ il rinnovo dei contratti degli Statali a Novembre poco prima del Referendum Costituzionale cecando di farlo passare come una regalia di circa 80 euro mensili, quando invece agli statali sulla base del mancato rinnovo spetterebbero circa 180 euro e circa 50 per ogni mese di vacanza contrattuale.

Occhio Italiani e Statali che Renzi vi regala meno di quando spetterebbe per diritto ma in cambio vorrà il futuro vostro e dei vostri figli e come arma utilizzera’ i traditori dei lavoratori degli ultimi anni i Sindacati.

Non fatevi ingannare

Share

Perche’ Votare No , spiegato con la Geopolitica

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

Share

GLI USA SCELGANO UN VERO E FIDATO ALLEATO E NON L’UTILE IDIOTA ITALIANO. VI SPIEGO TUTTO SULLA GEOPOLITICA MONDIALE DOPO LA BREXIT CHE COINVOLGE L’ITALIA. UN ARTICOLO CHE TUTTI DOVREBBERO LEGGERE PERCHE’ VOTARE NO AL REFERENDUM.

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

L’Italia subito dopo la seconda guerra mondiale e’ sempre stata succube in modo eccessivo degli interessi geopolitici Usa, i vari Governi Italiani che si sono succeduti hanno risentito del periodo storico in cui vivevano e delle ingerenze anche pesanti degli Usa.

Ogni volta che qualche Governo o uomo pubblico Italiano si e’ ribellato agli interessi Usa nel nostro Paese, per interessi personali o per puro amore patrio della Repubblica e del popolo Italiano ha pagato  con la vita o nel migliore dei casi con la fine politica della propria carriera.

Basti pensare a Matteotti, Moro, Craxi, Berlusconi sono alcuni dei nomi piu’ conosciuti dagli Italiani.

Non bisogna pensare che questo controllo assillante sul Paese Italia dipenda dal Governo Usa inteso come struttura verticistica, che ad ogni Presidente si rinnova.

Anche il Popolo Americano per organizzazione e’ governato da un sistema oligarchico verticistico la cui figura finale e’ il Presidente degli Stati Uniti in carica.

In realtà chi decide i destini del mondo e degli Usa sono le grandi Lobby e organizzazioni finanziarie e corporazioni economiche che scelgono la strategia geopolitica che gli consenta di mantenere la supremazia non solo militare, ma piu’ importante economica/finanziaria.

Ad ogni Presidente si sposta solamente l’asse delle scelte geopolitiche ed economiche senza di fatto stravolgere appunto l’unico obiettivo finale, che e’ quello di mantenere il controllo mondiale della loro supremazia.

Questa piccola introduzione per chi non mi conosce e per chi non ha letto nel mio blog i precedenti articoli di geopolitica serve come introduzione per poter capire cosa sta avvenendo in Italia dopo la Brexit.

Dopo Berlusconi, Monti, Letta siamo arrivati a Renzi che non rappresenta altro che il proconsole Usa in Italia.

Noi Italiani che abbiamo governato il mondo con l’Impero Romano conosciamo bene la figura del Proconsole e la efficiente macchina organizzativa Romana per dominare il Mondo.

Tutti i governi che si sono succeduti non sono altro che una specie di trattativa che gli USA di volta in volta hanno instaurato con “l’utile idiota” di turno in Italia.

Badate bene noi non siamo le uniche vittime di questa visione del Mondo degli Usa-Lobby anche Germania, Turchia e tanti altri devo districarsi da questa opera di controllo, l’unica differenza e che in Italia e’ piu’ marcata perche’ proprio a livello di classe politica e dirigente manca l’amor proprio alla Repubblica e quindi diventa piu’ facile corrompere e piegare ai voleri Usa i nostri interessi principali.

Ci conoscono bene gli Americani come popolo capace di grandi cose, ma anche incline al tradimento e facilmente corruttibile, senza visione strategica.

Quando in mezzo a tale scenario qualcuno si ribella come uomo singolo o come partito per prima cosa si agisce tramite la supremazia dell’Intelligence attraverso Dossier accusatori o in caso di irriducibile insistenza la tragica morte.

Quanto spiegato sopra non vi consente ancora di capire cosa e’ cambiato dopo la Brexit e perche’ l’Ambasciato Usa, praticamente l’ ufficiale posizione degli Usa e’ entrato a gamba tesa sul Referendum.

Forse una delle prime volte in assoluto, dopo la Seconda Guerra Mondiale in Italia che gli Usa ufficialmente attuano una spudorata e palese  ingerenza che sa di altri tempi, tempi Staliniani e della antica Unione delle Repubbliche  Russe.

Bisogna domandarsi perche’ e’ così importante questo Referendum Costituzionale per gli Usa ? e’ perche’ esporsi con una azione antidemocratica verso un paese Occidentale amico, violando la regola della Democrazia che gli Usa tanto sbandierano e difendono nel mondo ?

Un tale rischio corso dagli Usa deve avere una importanza incredibile per la loro Geopolitica a meno che la disastrosa politica estera di Obama, della Clinton sia un altro clamoroso autogol anche in questo caso.

Ritengo che anche in questo caso la disastrosa Geopolitica di Obama e dei suoi esperti ha colpito in negativo, forse dando l’ultimo colpo finale al Referendum Costituzionale, facendo vincere il No.

Due mandati di Obama che se dal lato interno al Paese lasciano alcune cose positive come la riforma del sistema sanitario e l’uscita dalla crisi economica, dal lato estero in Geopolitica lasciano il Mondo piu’ insicuro e con il peggiore degli incubi degli Usa: Democratici, Repubblicani e Lobby, lo spauracchio della realizzazione dell’EuroAsia e perdita del dollaro del ruolo di riferimento mondiale.

Dietro questa disastrosa politica di Geopolitica Usa di Obama infatti si sta realizzando il peggior incubo per gli Usa, la realizzazione dell’Asse Euro Asiatico con una nuova supremazia mondiale e una nuova moneta di riferimento.

Russia, Cina, Germania a cui si aggiungono paesi che hanno un vero senso della Nazione come gli Inglesi che da padri fondatori Usa, attraverso la Brexit non solo si sganciano dalla linea economica Usa ma fanno un passo chiaro e diretti partecipando all’incontro Euro-Asiatico recente sistemandosi in pole position.

Uno dei modi attraverso cui si capisce la geopolitica e’ rappresentato dagli eventi simboli che sono quegli eventi che rappresentano un segnale una premonizione del comportamento futuro di una Nazione e del suo Governo.

Gli Inglesi con la Brexit hanno detto No agli Usa e alla Germania, mantenendo una alleanza paritaria e competitiva che gli consente di difendere i propri interessi strategici nel mondo, cosa che non potra’ mai fare l’Italia.

Uno di questi eventi sentinella paradossalmente non e’ rappresentato dalla Brexit come molti potrebbero pensare, che si ha incrinato i rapporti con gli Usa, (ma che chi come me sapeva che avrebbe reso piu’ forte e florida la Gran Bretagna) l’evento principale e’ invece la partecipazione e l’interesse degli Inglesi alla realizzazione della area Euro-Asiatica andando all’incontro Ocse.

Dopo aver spiegato questi eventi geopolitici adesso possiamo spiegare la questione Italiana e l’interesse Usa al Referendum Costituzionale.

Gli Usa per gli “orrori” di geopolitica estera compiuti da Obama e dalla Clinton hanno ridimensionato la presenza proprio là dove volevano rafforzarla ad Oriente e Medioriente perdendo la Turchia e rispostando verso Occidente l’ultima barriera della NATO all’espansione Russa e Cinese.

Sicuramente Erdogan è finito ed e’ solo questione di tempo gli Usa lo faranno saltare, ma in questa fase storica l’ultima barriera alla Russia, all’EuroAsia e all’Euro Germanico e’ rappresentata dall’Italia.

Un asse che passa dalla Libia e si estende all’Italia e che rappresenta l’ultimo muro.

Questo nuovo scenario ha reso fondamentale l’Italia e nel particolare la Sicilia come fulcro mondiale di interessi militari e finanziari di geopolitica.

Il Referendum Costituzionale interessa agli Usa e alla geopolitica di Obama come ultimo atto della sua disastrosa Geopolitica anche se non e’ indispensabile.

Attuare il Referendum Costituzionale consente all’Italia di avere un sistema politico molto simile a quello degli Stati Uniti verticistico e oligarchico, che gli consente di attuare velocemente accordi, imposizioni e scelte politiche in Italia non come paese alleato ma come vera e propria colonia.

Gli Usa con il Si al Referendum, avrebbero a che fare solo con un interlocutore diretto e referenziale.

Se poi questo Referendum ruba la Democrazia al Popolo Italiano, la rende piu’ corrotta e piena di abusi di potere a loro non importa nulla.

Gli Usa guardano gli interessi propri e non certo se un Popolo si possa liberare di ingiustizie e corruzione.

Quando gli Usa misero Renzi al posto di Berlusconi, questo doveva attuare essenzialmente questo compito che neppure il Berlusconi riusci’ a portare a termine prima di impazzire diventando filo- Putin.

Renzi non ci mette la faccia sul Referendum, di fatto ci mette il “Culo” gentilmente donato ad Obama.

Prova del sostegno spudorato a Renzi di Obama non e’ solo l’intervento a gamba tesa dell’Ambasciatore USA sul Referendum Costituzionale, ma l’ultimo evento sentinella che ha compiuto Obama.

L’Ultimo incontro prima della fine del suo mandato e’ stato il viaggio negli Usa di Renzi attraverso il quale Obama ha voluto incoronare l’Italia al Mondo, quale nuovo e principale alleato in sostituzione degli Inglesi.

Ecco perche’ Renzi e tanto borioso in Europa e con gli Italiani, non necessita del loro consenso avendo il sostegno del protettorato Usa, almeno fino a quando non perdera’ il referendum ed arrivera’  il nuovo Presidente Trump.

Tuttavia non pensate che se il Referendum come io spero non dovesse passare, vincendo il No per gli Usa cambi molto, tutto rimane come adesso, con le solite incomprensibili e logoranti trattative che gli Usa devono instaurare non tanto con un solo utile idiota di turno ma con una serie di figure politiche e finanziari diverse.

Basta pensare alla guerra che l’Italia sta cercando di fare in Libia che avviene tra mille escamotage per non allarmare il Popolo Sovrano saltando l’autorizzazione del Parlamento è un comportamento inaccettabile dagli Usa che vogliono un intervento rapido e diretto che si puo’ attuare in Italia solo tramite una Repubblica Governativa Presidenziale.

Tanto per farvi capire gli Usa hanno bisogno di una trattativa filodiretto non basta come il passato una Democrazia pentapartitica.

Dovevano trattare con la Democrazia Cristiana e con i Socialisti, con la P2 e la Gladio.

I tempi sono velocissimi e la storia cambia velocemente, non serve un Italia che si torce fra mille rivoli non e’ piu’ accettabile dalla Lobby Usa.

Da cio si capisce perche’ l’Ambasciatore Usa che in Italia in genere si limita a mandare e riceve dispacci si e’ esposto su ordine di Obama, in modo diretto e pesantemente e con una tale ingerenza in un Paese sovrano, alleato, occidentale e democratico.

Personalmente ritengo che questa Lobby che sostiene Obama e la Clinton sbagliano in tutto e che debbano andare a casa, bisogna cambiare con Trump il vero americano Texano che pur continuando nella geopolitica attuale, possa pensare ad un mondo diverso ed ad un Italia diversa, fatta da un vero alleato fedele ed autonomo alleato e non da un utile idiota al suo servizio.

Votate No , farete un servizio utile alla Democrazia Italiana e anche agli Usa.

Share

REFERENDUM COSTITUZIONALE , GLI USA SI FACCIANO I CAZZI LORO !

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

referendumcostituzionale

Share

Soros e l’email che parla di Renzi e del PD, felice della nomina senza voto di Renzi (perche’ adesso non ha scuse per le Riforme) e della fine di Berlusconi anche escusiva di Remo Pulcini (Seguiranno altri scoop, seguitemi)

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

Sembra essere contento nel 2014 Sorso per la vittoria di Renzi e del PD.

Dall’email pubblicata dal sito DCLeacs emerge una netta posizione a favore piu’ che del PD e di Renzi della possibilità di avere un governo amico non eletto dal popolo con una maggioranza ampia per attuare le Riforme della Costituzione.

Basterebbe questa email per comprendere quanto importante e’ bocciare la riforma delle Lobby  Finanziarie e degli Stati Stranieri; Bocciare il Referendum Costituzionale signifca garantire ancora la sovranità del Popolo Italiano in caso contrario sara’ la riforma dei Soros e degli Ascari Italiani che si sono venduti allo straniero.

Andiamo nel particolare dell’Email e vediamo cosa afferma:

Un forte sostegno del PD di Renzi (40,8%) il cui partito diventa il primo tra i europea quelli socialisti. la leadership del suo governo accesso senza passare attraverso il voto è stato legittimato ex post e ora Renzi non avrà molte scuse per non fare le riforme a lungo attese: tutto in tutto questo fornisce una certa stabilità al famigerato governi italiani instabili.

Contento di vedere il M5S perdere forza (parliamo del 2014, oggi il M5S dilaga)

 

M5S ha perso quasi il 5% in un anno di forte (e selvaggia e populista) opposizione

Contento della fine di Berlusconi:

Sembra che ci stiamo finalmente sbarazzarsi di Berlusconi (Ho quasi paura di dirlo!) La cui Forza Italia ha ottenuto un mero 16,8% (dal 21,6%), anche per effetto della scissione con la NCD (Nuovo Centro Destra) che ha appena superato il minimo per essere eletto (4%, come l’altra Europa con Tsipras partito ha fatto troppo).

Matteo Renzi, il primo ministro, deve i suoi buoni risultati (alcuni dicono) per l’Euro 80, ha aggiunto per abbassare paga slittamento reddito delle persone. Se questo è vero, questa mossa ha dimostrato di essere un buon investimento.

Fonte tradotta:

#EP2014 Election Results in Italy

 

REFERENDUMCOSTITUZIONALESOROS

Share

L’EURO A DUE VELOCITÀ DIVENTA UNA REALTÀ, IO LO PREVEDEVO 2 ANNI FA. L’ITALIA SARA’ L’AGNELLO SACRIFICALE. VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI
Alcuni miei articoli di Geopolitica Economica prevedevano con circa due anni di anticipo l’Europa a due velocita’ , previsione che oggi diventa realtà.
Ecco gli articoli di riferimento:
Dal punto di vista Geopolitico per l’Italia sarebbe conveniente uscire dall’Euro ma di fatto non ha ne le forze, ne la statura politica per farlo.
Il futuro per l’Italia sara’ tenebroso e disastroso, senza che nulla si possa fare se non subirne le conseguenze.
L’Idea dell’Euro a due velocità e di conseguenza di un Europa di serie A e una di serie B e’ ormai prossima alla sua realizzazione.
La Germania e la Francia da tempo miravano a tale obiettivo e l’agnello sacrificale sara’ l’Italia dopo averla spremuta quanto basta.
Purtroppo una classe politica ed economica nella migliore delle ipotesi incompetente, se non collusa si e’ fatta fagocitare dal piu’ grande imbroglio del secolo e le conseguenze di questo tradimento lo pagheranno per almeno i prossimi 10/15 anni gli Italiani ed i loro figli.
Solo per aver contribuito al disastro della Repubblica, questa politica che vuole fare ancora l’ultimo regalo all’Europa, con la frattura della Repubblica attraverso il Referendum Costituzionale dovrebbe essere arrestati a vita, non dopo aver sequestrato i beni a figli e parenti per Alto Tradimento.
Lo scenario che avremo nel 2017 sara’ un europa di Serie A con Francia, Germania, Olanda, Belgio con un Euro forte, ed un Europa del Sud di Serie B con Italia, Spagna e Grecia.
Tale visione che io anticipavo ben due anni fà (prova: sono i miei articoli) oggi e’ ufficilaizata dal Premio Nobel per Economia e proposta in Europa dalla Germania della Merkell con la scusa che se non si attuasse tale scenario la Exit Paesi sarebbe inevitabile.
L’Inghilterra mai sarebbe finita sotto le grinfie dei Tedeschi e di fatto con la Brexit si e’ assicurata un futuro florido ed indipendente, con solo qualche problema iniziale; tutto il resto sara’ vittima sacrificale della Germania e i popoli ne pagheranno le conseguenze come neppure la Seconda Guerra Mondiale e’ stata capace di provocare.
La proposta recente del Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz, che è quella di prevedere un euro per l’Europa del Nord ed un altro, ovviamente più debole, per i paesi dell’area mediterranea, ed e’ una proposta non casuale ma calcolata a tavolino.
Dopo aver spremuto per bene Italia, Spagna e Grecia adesso possono scanciarci e tutto questo era stato programmato per tempo e sfido chiunque a scommettere che il rpogetto si realizzerà con un Italia nella Serie B.
Non mi meraviglio per i politici spesso incompetenti in materia economica ma la nostra classe di professori ed Economisti che sembrano avere le fette di salame sugl’occhi.
Sempre il Premi Nobel dichiara che la colpa e’ stata di Berlusconi, Dini e Prodi :
“Prodi non solo fece di tutto per partecipare sin da subito alla costruzione della moneta unica, ma, nelle fasi più convulse del negoziato puntò sull’ultima svalutazione della lira puntando su un cambio anche oltre le 2 mila lire, mentre tedeschi e olandesi vedevano la nostra valuta intorno a 1.900”.
Ecco perche’ Bisogna Bocciare anche il Referendum Costituzionale non e’ una battaglia di principio ma di vita o di morte Economica per il Popolo Italiano.
Share

DIETRO LA COSTITUZIONE DI RENZI L’IDEA DI UN GOVERNO DI POCHI. UNA MODIFICA CHE PORTA UNA UNICA FIRMA DA VENTICINQUE ANNI.

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI
Cambiare a tutti i costi la nostra Costituzione sembra essere un pallino fisso di questi ultimi venti-venticinque anni.
 Ci stanno provando in tutti i modi possibili il primo che aveva pensato a tale necessità era stato Licio Gelli, fra le cose da realizzare per rivitalizzare la Democrazia Italiana nell’attuazione di Propaganda 2.
 Arrivando ai giorni nostri, con il tentativo fallito di Berlusconi e quello attuale della Sinistra di Renzi con quei  Presidenti della Repubblica che per coerenza dicevano No a Berlusconi, avvertendo sul rischio di deriva autoritaria.
 In questo articolo non importa sapere dove sta la verità o se conviene votare No o Si perche’ e del tutto evidente che questa riforma deve essere Bocciata in toto, essendo il frutto di un operazione pericolosa che rappresenta l’ultimo baluardo di salvaguardia del Popolo verso il governo dei pochi.
 Quello che interessa sapere chi da venticinque anni cerca di realizzare la modifica Costituzionale senza riuscirci ? 
Chi si nasconde dietro Presidenti della Repubblica e Capi di Governo che nel corso degli anni si sono prestati a servire il governo dei pochi anziche’ il popolo e la Repubblica, solo per questo motivo dovrebbero essere espulsi con disonore dall’Italia Repubblica.
 Sarebbe troppo facile parlare di golpe, complotti, massonerie etc, etc si finirebbe per fare il gioco di chi invece nella melma del sistema si nasconde come un verme pensando di essere un libellula.
 Sicuramente l’Italia è tenuta al guinzaglio da un sistema di potere composto da caste, lobbies, mafie e massonerie: un’Italia che deve subire e deve tacere.
 Possiamo partire dall’architettura dello Stato gelliana che prevedeva la fine del bicameralismo perfetto e per il Senato, «una rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali», con competenze ridotte alle materie economico-finanziarie. Prevedeva anche la modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
 L’intento era ed è ancora oggi chiaro. Dare un taglio effettivo a un ramo del parlamento che, storicamente, ha maggiore saggezza e cultura non solo politica, a favore di una maggiore velocità nel fare leggi e riforme. Nella revisione della Costituzione del ’48 il piano doveva trasformare l’Italia da repubblica parlamentare in repubblica presidenziale Questa prima osservazione serve non ad affermare che oggi ci sono quei personaggi che ispiravano Gelli ma da tale analisi possiamo capire il punto di partenza di tale modifica Costituzionale.
 La costituzione renziana del 2016 ha ben più misere fonti, ma il principio di fondo che ispira quel testo è che i problemi dell’Italia deriverebbero dalla troppa democrazia e dalla troppo poca concentrazione del potere in chi deve decidere.
 I sostenitori di tale piano non era solo Gelli ma le reti di connivenze che fanno capo a faccendieri e lobbisti vari, massoneria affaristica, finanza laica e vaticana, giornalismo al soldo, e permessi concessi da superpotenze, ecc. Questa è la potentissima rete della corruzione che tocca interessi finanziari, industriali, della comunicazione, degli armamenti, nazionali e internazionali.
 E’ importante comprendere questo scenari per il semplice motivo che la modifica Costituzionale oggi proposta da Renzi riprende questa concezione gelliana e golpista con una differenza che oggi e’ ufficiale e voluta dall’Europa, parte di quei poteri che ieri erano sovversivi oggi sono legalizzati e nella visione del nuovo mondo anche non scandalosi.
 Humus e’ lo stesso solamente che negli anni di gelli si parlava di golpe oggi si parla di autocrazia ufficializzata e legittimata.
 Ed allora chi sta dietro questa riforma che seppur non voluta dal Popolo Italiano con artifizi democratici e a colpi di maggioranza Renzi ed il Pd vogliono approvare: sono sempre gli stessi solamente che una volta si muovevano dietro le quinte come sciacalli oggi invece sono Prestigiose e legittimate strutture Internazionali e Nazionali che impongono agli Stati Governi ed uomini che mettono la pronazione davanti agli interessi dei propri simili.
 Uno dei primi sostenitori di questo Governo che ha imposto Renzi al Pd, lo si puo’ cercare nei mesi prima che in Italia si instaurasse il Governo del nominato Renzi.
 La storia ed i documenti parlano da soli, basta cercali e non possono essere cancellati, cosi’ come non si puo’ cancellare le dichiarazioni fatte dai Presidenti Napolitano e Mattarella quando la stessa riforma la voleva realizzare Berlusconi. Allo stesso modo è facile trovare, ricorrendo ad Internet, il documento “Aggiustamenti nell’area Euro” reso pubblico il 28 maggio 2013 dalla Banca J. P. Morgan.
 Tale documento riferendosi ad alcuni Paesi Europei affermava: “sono governati da costituzioni antifasciste, figlie della fine della seconda guerra mondiale e per questo condizionate dal peso eccessivo che allora avevano le forze di sinistra, socialiste e comuniste.
Questo peso ha squilibrato le costituzioni a favore dei parlamenti e del pubblico, dei diritti del lavoro, degli enti locali e più in generale di ogni forza particolare o locale. Per questa ragione in questi paesi, conclude la banca, le riforme vengono respinte o attenuate al punto da non renderle efficaci.
 La riforma istituzionale e politica deve quindi precedere la riforma economica, se si vuole che questa abbia successo.”
 Tale documento sicuramente parla della Costituzione Italiana e a Renzi la controriforma costituzionale auspicata dalla P2 è dunque arrivata attraverso via bancaria e non solo per ispirazione indiretta.
 Il consigliere politico della Banca Morgan, lautamente retribuito, è quel Tony Blair che ha trascorso per molti anni le vacanze in Toscana, quando Matteo Renzi era uno sconosciuto presidente di provincia e poi sindaco di Firenze.
 Un altra firma questa riforma la porta in modo evidente e non e’ certamente quella che dice Renzi il Popolo Italiano che se la sarebbero risparmiata magari dando la precedenza alla salvezza degli Esodati creati da Professori prestati alla politica che hanno disegnato una pagina ignobile della Repubblica Italiana. Mi riferisco alla Bce con la famosa lettera mandata a Berlusconi ed i suoi 39 punti alcuni dedicati proprio alle riforme.
 Lo scenario e’ quindi abbastanza chiaro e si inserisce in un momento storico Mondiale ed Europeo dove le democrazie evolvono in autogachie ed in uno scenario Italiano dove tutti quelli che ci governano sono illegittimi e non rispettano quanto dichiarato dalla Corte Costituzionale.
 C’era da aspettarselo.La legge elettorale con la quale siamo andati a votare nelle politiche degli ultimi otto-nove anni era fasulla, illegittima, contraria alla Costituzione. Renzi e’ il 27mo premier non eletto dal Popolo e non il terzo premier di seguito a non essere stato eletto dal popolo, e come tale privo di legittimazione democratica.
 Per esempio a metà degli anni Cinquanta quando, nel corso della Seconda legislatura, si successero ben sei presidenti del Consiglio.
Il popolo elegge il Parlamento ed è questi che decide se una persona può essere o meno il presidente del Consiglio, e può anche togliergli la fiducia per darla a un’altra persona, sempre nominata dal Capo dello Stato.
 I Padri Costituenti hanno insomma tolto al popolo il diritto di eleggere il proprio presidente del Consiglio sin dalla nascita della Repubblica.
 Quello che non potevano pensare i padri costituenti e che tanto non sarebbe bastato agli ingordi dell’autogarchia vogliono governare in pochi.
 Con questo non vogliamo dire che il presidenzialismo sia un male, negli Stati Uniti funziona benissimo ma in Italia la questione e’ differente è necessario modificare l’equilibrio costituzionale per evitare gravi storture e menomazioni della democrazia italiana.
 Un libro che vi consiglio di leggere e’ quello di Lorenzo Lamperti su “Affari Italiani”. Che non risparmia nessuno “I panni sporchi della sinistra”, il libro di Ferruccio Pinotti e Stefano Santachiara (edito da Chiarelettere”).
 Il libro si apre con un esplosivo capitolo su Giorgio Napolitano, del quale vengono indicati i rapporti (o presunti tali) con Berlusconi, la massoneria, la Cia e i poteri atlantici.
 Ormai il Pd, snel nuovismo di Renzi, ha la stella polare più vicino al mondo della finanza che non a quello dei lavoratori.
 La sinistra moderna, non soltanto per la fusione con gli ex democristiani, ha cambiato visione di società mettendo in soffitta le prospettive del socialismo europeo.
 Napolitano grimaldello degli Usa per portare il Pci a posizioni più allineate al potere atlantico. Sicuramente tale riforma non si sarebbe potuta attuare senza il benestare degli Stati Uniti con qualche sostegno di Israele a cui si inseriscono anche parti del Vaticano che oggi sono al potere non solo Divino ma anche politico con il Papa degli slogan come il Renzismo, un papa che serve piu’ la causa della finanza nella visione del pianeta piuttosto che curare le sorti dei Cristiani che muoiono inchiodati alla croce in Medioriente.
 Ed in questo contesto storico ecco che il suo “partito” anziche’ chiedere la beatificazione e santificazione dei Cristiani che muoiono in Medioriente si occupano di uno stato straniero come l’Italia pensando alla nostra Costituzione ed eccoli pizzicati a sostenere la campagna per il Si.
 Una bocciatura della riforma, scrivono i gesuiti, provocherebbe il blocco del Paese e l’apertura di nuovi conflitti.
 E a loro cosa interessano gli affari della Repubblica?
 L’articolo è apparso su Civiltà Cattolica, l’autorevole rivista dei gesuiti, a firma di padre Francesco Occhetta, con il quale lo stesso auspica una vittoria del “SI” In una intervista recuperabile su You Tube, pero’ Gelli dichiarò: «Il presidenzialismo è una mia idea», sentenziò Gelli in una intervista del 2013 e Giorgio Napolitano «ci stava pensando dai tempi di Craxi>>.
 «Il presidente Napolitano è stato sempre garante dei poteri forti a livello nazionale e degli equilibri internazionali sull’asse inclinato dal peso degli Stati Uniti» scrivono i giornalisti di inchiesta Ferruccio Pinotti (del Corriere della sera) e Stefano Santachiara (Il Fatto).
 Da lì un assist guidato a Mario Montiin attesa di Renzi.
 Il Cavaliere se in un primo momento era stato convinto a scendere in politica da tali forze e’ stato costretto attraverso Napolitano a dimettersi ed i motivi che indisposero Occidente furono esclusivamente alcuni:
 
 1) Aveva minacciato di aver fatto uscire l’Italia dall’euro.
 2) Questioni Energetiche e rapporti troppo stretti con Putin
 3) Appariva chiaro che non sarebbe riuscito a portare a termine la riforma.
 4) Questione morale impossibile da accettare in Europa.
 Il 12 novembre 2011 Berlusconi fu costretto da Napolitano a dimettersi da presidente del Consiglio, pur in assenza di un voto di sfiducia del Parlamento. “Di fatto fu un colpo di Stato ordinato dai poteri forti in seno all’Unione europea e alla Bce, innanzitutto la Germania di Angela Merkel, manovrando l’impennata dello spread (il differenziale tra Btp-Bund) che sfiorò i 600 punti alimentando un clima di terrorismo finanziario, politico e mediatico, con la connivenza dei poteri finanziari speculativi che determinarono il crollo delle azioni Mediaset in Borsa, realizzato con un comportamento autocratico di Napolitano che in quattro giorni ottenne le dimissioni di Berlusconi, nominò Mario Monti senatore a vita e lo impose a capo di un governo tecnocratico a cui lo stesso Berlusconi fu costretto a dare fiducia.”Fonte malagiustizia.eu
 Questi in sostanza sono i mandanti che stanno dietro a Governi che vengono epurati e a Statisti che vengono fatti scendere in campo oppure allevati in una sorta di batteria di polli di allevamento.
 Per la nostra Costituzione del 1948 secondo Piero Calamandrei affermva che si sarebbe dovuto salire sui monti dove erano morti i partigiani, andare nelle prigioni e nei campi di concentramento, perché in quei luoghi essa era nata.
 Questo concetto di una Costituzione nata da una lotta di liberazione per mano e per opera di tanti Italiani morti per la nostra libertà ha un valore fondamentale per la Democrazia sostituirla per favorire finanza ed autogarchia con il bene stare degli Stati Uniti e di Israele si fà un torto non solo alla liberta’ di autodeterminazione di un popolo ma si mina le fondamenta della Democrazia.
 La gestione della Nazione Italia se da un lato favorisce il progetto autogarchico Europeo con tale modifica Costituzione renderà il paese meno gestibile sia in Europa che per gli Stati Uniti che si troveranno un aumento della corruzione ed un alleato governato da persone pronte a tutto tranne che rimanere fedeli.
Votare No e’ un ruolo di grande maturità che il Popolo Italiano deve avere perchè la Democrazia non viene regalata dal divino, ma va difesa e conquistata ogni momento della nostra vita per i nostri figli.
Lo scenario e’ pieno di dossier e ricatti in cui in mezzo ci sono i partiti tutti spesso complici spesso vittime, in questo contesto anche la stampa se vuole tenere il posto deve adeguarsi pena epurazioni alla Erdogan come avvenuto in Rai.
Sicuramente il tempo di Renzi sta per scadere, il sistema in caso di No farebbe dimettere Renzi che serviva solo a raggiungere tale scopo e continuerebbe a proporre nuovi statisti tirati fuori dal cilindro della democrazia costruita a tavolino
http://www.ilgiornaledellapolitica.com/2016/08/dietro-la-costituzione-di-renzi-lidea.html
Share

NOI PARLAMENTARI PD PER IL NO AL REFERENDUM By REMO

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI
I firmatari di questo documento sono parlamentari del PD che voteranno no al prossimo referendum costituzionale. Con la consapevolezza che la propria è posizione in dissenso da quella deliberata dal PD, ma nella convinzione che essa possa essere da noi assunta grazie al carattere liberale dello statuto del partito, il quale mette in conto che non si dia un vincolo disciplinare quando sono in gioco principi e impianto costituzionale. Una posizione, la nostra, che confidiamo possa essere doppiamente utile.
Da un lato, contribuendo a centrare il confronto sul merito della riforma, anziché su pregiudiziali posizioni di schieramento, come un po’ tutti, a cominciare dal PD, dichiarano di auspicare. Dall’altro, ritenendo che non siano pochi, tra elettori e militanti democratici, coloro che coltivano una opinione diversa da quella “ufficiale” del partito, pensiamo sia bene che essi abbiano voce. Circostanza che conferisce autorevolezza e forza al PD come grande partito pluralistico, inclusivo e appunto liberale. Sinteticamente, le motivazioni del nostro no sono le seguenti:
1) le priorità in agenda. È nostra convinzione che le riforme costituzionali, pur necessarie, non rappresentino la priorità in agenda. Di più: che da gran tempo è invalsa l’abitudine – una sorta di alibi per la classe politica – di imputare alla Costituzione la responsabilità di insufficienze che semmai vanno intestate alla politica e all’amministrazione; nonché di spostare tutta l’attenzione dall’esigenza di dare attuazione a principi e diritti scolpiti nella Carta alla ingegneria costituzionale in una sorta di frenesia riformatrice;
2) legittimazione o, meglio, autorevolezza di questo parlamento. Conosciamo la sentenza n. 1 del 2014 che autorizza l’operatività del parlamento ancorché eletto con il Porcellum dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Ma una cosa è la sua operatività ordinaria, altra cosa è la riscrittura di ben 47 articoli della Costituzione, un ridisegno della sua seconda parte (per altro già rinnovata in taluni suoi articoli), per il quale si richiederebbero ben altra autorevolezza e forse un più esplicito mandato da parte degli elettori. Abbiamo la memoria corta: dopo l’esito delle elezioni politiche del 2013, dalle quali non è sortita una maggioranza, era opinione unanime che si dovesse dare vita a un governo istituzionale che portasse entro un anno a nuove elezioni, non a governi o a una legislatura costituenti;
3) metodo. È profilo cruciale. Le revisioni costituzionali sono materia parlamentare per eccellenza. Nel nostro caso, l’intero processo è stato ideato, gestito, votato dal governo, per altro facendo appello a motivazioni giuste ma francamente incongrue rispetto alla portata della riforma quali la riduzione dei costi. Un protagonismo esorbitante e improprio del governo, non privo di gravi conseguenze. Tra le quali quella di non giovare al fine di raccogliere una maggioranza larga, quale si conviene alla riscrittura della Legge fondamentale della Repubblica; quella inoltre di smentire il solenne impegno a non ripetere l’errore del passato di riforme varate da una stretta maggioranza di governo; quella infine di porre l’ennesimo, insidioso precedente foriero di altri futuri strappi da parte di maggioranze politiche contingenti, in un tempo che ci suggerisce di non escludere, per il futuro, governi dal segno illiberale. E ancora: quella di porre le premesse per un referendum costituzionale il cui oggetto slitta dal quesito di merito formale al quesito implicito sul sì o no al governo, dunque un plebiscito. Anche a motivo della non omogeneità dell’oggetto, come prescrive la giurisprudenza costituzionale e, prima ancora, l’art. 138 la cui “ratio” chiaramente sottintende revisioni mirate e puntuali;
4) il merito. In estrema sintesi, la nostra opinione è che la riforma non riesca a perseguire gli obiettivi dichiarati: di semplificazione e di conferimento di efficienza e di efficacia al sistema istituzionale. Più specificamente, essa disegna un bicameralismo confuso – va da sé che siamo favorevoli al superamento del bicameralismo paritario – nel quale il Senato, privo per altro di adeguata autorevolezza e rappresentatività, rischia semmai di costituire un ulteriore ostacolo al processo decisionale (davvero si pensa che il problema sia quello di fare più celermente nuove leggi, anziché quello di farne meno e di scriverle meglio?); un procedimento legislativo farraginoso e foriero di conflitti; un Senato la cui estrazione locale mal si concilia con le rilevanti competenze europee e internazionali affidategli; una esorbitante ricentralizzazione nel rapporto Stato-regioni che revoca il principio/valore delle autonomie ex art. 5 della Carta (paradossalmente ignorando l’esigenza di ripensare le regioni ad autonomia speciale); una complessiva alterazione degli equilibri, delle garanzie e dei bilanciamenti di cui si nutre il costituzionalismo tutto a vantaggio del governo, un vantaggio ulteriormente avvalorato dall’Italicum; il conferimento ai futuri consiglieri regionali e sindaci senatori dell’istituto dell’immunità sino a oggi riservato ai soli rappresentanti della nazione in senso proprio;
5) elettività dei senatori. Nell’ultimo e decisivo passaggio della riforma al Senato la questione più dibattuta fu quella della sua elettività, motivata in ragione delle competenze ad esso assegnate – dalle leggi di revisione costituzionale alla materia comunitaria sino alla ratifica dei trattati internazionali – che palesemente presuppongono senatori eletti direttamente dai cittadini in quanto fonte della sovranità nazionale. Ne è sortita una elaborata mediazione sul testo che di fatto rinvia la questione a una legge elettorale (del Senato) ordinaria di attuazione. Sul punto, vi fu l’intesa di fare precedere il referendum costituzionale da un impegnativo atto politico se non dalla messa a punto di una bozza di tale legge attuativa, della quale non si ha più notizia. Rilasciando così nell’incertezza la cruciale questione della elettività dei senatori;
6) infine una ragione politica, che riguarda il PD e, più complessivamente, l’evoluzione del sistema politico. Non è un mistero che, anche a motivo della impropria drammatizzazione politica della questione, si attende il referendum come uno spartiacque. Al punto che vi è chi rappresenta il fronte del sì come il laboratorio di uno schieramento o addirittura di un partito che muova dal PD, ma che vada oltre il PD. Una sorta di partito unico di governo, posizionato al centro, che si concepisce come alternativo alla destra e alla sinistra. Una prospettiva, per noi, tre volte sbagliata: perché snatura il confronto referendario; perché allontana il sistema politico dalla fisiologia di una competizione tra centrodestra, centrosinistra e 5 Stelle; perché altera il profilo costitutivo del PD quale partito di centrosinistra, ancorché non presuntuosamente autosufficiente, nel solco dell’Ulivo. Quel profilo e quell’assetto che, alle recenti amministrative, nel quadro di una bruciante sconfitta, ha consentito al PD di vincere la partita a Milano. La nostra posizione per il no può riuscire utile sotto un altro, decisivo profilo. Quello delle gestione delle conseguenze a valle di una eventuale bocciatura della riforma. Il nostro è un no di merito alla riforma. La circostanza che anche elettori e militanti del PD possano avere contribuito al no non autorizzerebbe a stabilire un improprio automatismo: no alla riforma=crisi di governo. text3361
Share

APPELLO ALLA PARTE GIUSTA DEL PAESE (CITTADINI, POLITICI, GIORNALISTI, GIURISTI, ETC, ETC) E’ INDISPENSABILE INVERTIRE LA ROTTA DELLA NAVE ITALIA.

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

In questi anni di mia attività mediatica ho visto accadere di tutto dal punto di vista Politico, e tutto quello che ho assistito e’ stato sempre verso il peggio e mai verso un miglioramento del Sistema Italia.

Nessuno e’ esente da colpe di quanto in questi anni e’ accaduto in Italia, neppure io che nella mia attività politica di marketing ho investito negli ideali di Centro Destra salvo vedere poi svanire quanto da me costruito.

Il Sistema Italia e’ tutto colpevole nella sua totalità dai singoli cittadini che se possono nel loro piccolo giardinetto “fottere” il vicino lo fanno alla classe Dirigente pubblica che spesso si lascia corrompere o distrarre dal loro senso del dovere per arrivare alla classe politica totalmente compromessa da anni di barbarie e oligarchia.

Un Paese che ha una classe politica compromessa, indagata, non eletta ma nominata, non rinnovata e’ un po come il traffico di una grande città senza vigili a governare il traffico cittadino.

Questa classe politica non e’ mai scesa dall’altare anche senza voti perchè di fatto in un modo o nell’altro si passa il testimone da destra a sinistra da decenni compiendo le solite porcate della casta e a favore del sitema inteso come coclava di affari, massoneria, servizi internazionali etc etc.

Inutile lamentarsi quando il cittadino pur avendo la possibilità di liberarsene non ha fatto nulla con l’uso dell’unica arma democratica che aveva il voto.

Adesso che non lo fanno votare piu’ ci si lamenta di quanto fatto da Berlusconi negl’ultimi 20 anni, oppure ci si lamenta del neo salvatore Renzi ormai scaricato da tutti.

Ma si sa siamo italiani e siamo voltagabbana come nel 1940 quando da tutti sostenitori di Mussolini siano diventati tutti oppositori del perdente.

Io credo che sia ora che tutto questo marciume, che anche questo sistema di potere venga spazzato via per lasciare posto non solo al M5S ma anche ad un movimento politico nuovo che racchiuda dentro il contenitore vecchi e giovani, cittadini e classe dirigente, gente di destra e di sinistra che abbiano un solo comune denominatore che e’ quello di essere giusti  e di essere dalla parte sana del Paese che abbia un senso comune civico e di amor patria.

Come diceva Pecorelli in una suo rivista questo Paese non si salverà se non risorgera’ un nuovo senso del pudore…

Serve la partecipazione di tutta la parte sana che deve essere attore e non figurante della vita del Paese.

Remo Pulcini

remo.pulcini@tin.it

www.referendumcostituzionalevotano.it

NAPOLITANO, RENZI E ALFANO NON BARATE SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE, LO SPEZZATINO SI FA IN MACELLERIA LA DEMOCRAZIA VI GUARDA !!! A POCHI INTENDITORI POCHE PAROLE

 

Share