Soros e l’email che parla di Renzi e del PD, felice della nomina senza voto di Renzi (perche’ adesso non ha scuse per le Riforme) e della fine di Berlusconi anche escusiva di Remo Pulcini (Seguiranno altri scoop, seguitemi)

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

Sembra essere contento nel 2014 Sorso per la vittoria di Renzi e del PD.

Dall’email pubblicata dal sito DCLeacs emerge una netta posizione a favore piu’ che del PD e di Renzi della possibilità di avere un governo amico non eletto dal popolo con una maggioranza ampia per attuare le Riforme della Costituzione.

Basterebbe questa email per comprendere quanto importante e’ bocciare la riforma delle Lobby  Finanziarie e degli Stati Stranieri; Bocciare il Referendum Costituzionale signifca garantire ancora la sovranità del Popolo Italiano in caso contrario sara’ la riforma dei Soros e degli Ascari Italiani che si sono venduti allo straniero.

Andiamo nel particolare dell’Email e vediamo cosa afferma:

Un forte sostegno del PD di Renzi (40,8%) il cui partito diventa il primo tra i europea quelli socialisti. la leadership del suo governo accesso senza passare attraverso il voto è stato legittimato ex post e ora Renzi non avrà molte scuse per non fare le riforme a lungo attese: tutto in tutto questo fornisce una certa stabilità al famigerato governi italiani instabili.

Contento di vedere il M5S perdere forza (parliamo del 2014, oggi il M5S dilaga)

 

M5S ha perso quasi il 5% in un anno di forte (e selvaggia e populista) opposizione

Contento della fine di Berlusconi:

Sembra che ci stiamo finalmente sbarazzarsi di Berlusconi (Ho quasi paura di dirlo!) La cui Forza Italia ha ottenuto un mero 16,8% (dal 21,6%), anche per effetto della scissione con la NCD (Nuovo Centro Destra) che ha appena superato il minimo per essere eletto (4%, come l’altra Europa con Tsipras partito ha fatto troppo).

Matteo Renzi, il primo ministro, deve i suoi buoni risultati (alcuni dicono) per l’Euro 80, ha aggiunto per abbassare paga slittamento reddito delle persone. Se questo è vero, questa mossa ha dimostrato di essere un buon investimento.

Fonte tradotta:

#EP2014 Election Results in Italy

 

REFERENDUMCOSTITUZIONALESOROS

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L’EURO A DUE VELOCITÀ DIVENTA UNA REALTÀ, IO LO PREVEDEVO 2 ANNI FA. L’ITALIA SARA’ L’AGNELLO SACRIFICALE. VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI
Alcuni miei articoli di Geopolitica Economica prevedevano con circa due anni di anticipo l’Europa a due velocita’ , previsione che oggi diventa realtà.
Ecco gli articoli di riferimento:
Dal punto di vista Geopolitico per l’Italia sarebbe conveniente uscire dall’Euro ma di fatto non ha ne le forze, ne la statura politica per farlo.
Il futuro per l’Italia sara’ tenebroso e disastroso, senza che nulla si possa fare se non subirne le conseguenze.
L’Idea dell’Euro a due velocità e di conseguenza di un Europa di serie A e una di serie B e’ ormai prossima alla sua realizzazione.
La Germania e la Francia da tempo miravano a tale obiettivo e l’agnello sacrificale sara’ l’Italia dopo averla spremuta quanto basta.
Purtroppo una classe politica ed economica nella migliore delle ipotesi incompetente, se non collusa si e’ fatta fagocitare dal piu’ grande imbroglio del secolo e le conseguenze di questo tradimento lo pagheranno per almeno i prossimi 10/15 anni gli Italiani ed i loro figli.
Solo per aver contribuito al disastro della Repubblica, questa politica che vuole fare ancora l’ultimo regalo all’Europa, con la frattura della Repubblica attraverso il Referendum Costituzionale dovrebbe essere arrestati a vita, non dopo aver sequestrato i beni a figli e parenti per Alto Tradimento.
Lo scenario che avremo nel 2017 sara’ un europa di Serie A con Francia, Germania, Olanda, Belgio con un Euro forte, ed un Europa del Sud di Serie B con Italia, Spagna e Grecia.
Tale visione che io anticipavo ben due anni fà (prova: sono i miei articoli) oggi e’ ufficilaizata dal Premio Nobel per Economia e proposta in Europa dalla Germania della Merkell con la scusa che se non si attuasse tale scenario la Exit Paesi sarebbe inevitabile.
L’Inghilterra mai sarebbe finita sotto le grinfie dei Tedeschi e di fatto con la Brexit si e’ assicurata un futuro florido ed indipendente, con solo qualche problema iniziale; tutto il resto sara’ vittima sacrificale della Germania e i popoli ne pagheranno le conseguenze come neppure la Seconda Guerra Mondiale e’ stata capace di provocare.
La proposta recente del Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz, che è quella di prevedere un euro per l’Europa del Nord ed un altro, ovviamente più debole, per i paesi dell’area mediterranea, ed e’ una proposta non casuale ma calcolata a tavolino.
Dopo aver spremuto per bene Italia, Spagna e Grecia adesso possono scanciarci e tutto questo era stato programmato per tempo e sfido chiunque a scommettere che il rpogetto si realizzerà con un Italia nella Serie B.
Non mi meraviglio per i politici spesso incompetenti in materia economica ma la nostra classe di professori ed Economisti che sembrano avere le fette di salame sugl’occhi.
Sempre il Premi Nobel dichiara che la colpa e’ stata di Berlusconi, Dini e Prodi :
“Prodi non solo fece di tutto per partecipare sin da subito alla costruzione della moneta unica, ma, nelle fasi più convulse del negoziato puntò sull’ultima svalutazione della lira puntando su un cambio anche oltre le 2 mila lire, mentre tedeschi e olandesi vedevano la nostra valuta intorno a 1.900”.
Ecco perche’ Bisogna Bocciare anche il Referendum Costituzionale non e’ una battaglia di principio ma di vita o di morte Economica per il Popolo Italiano.
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DIETRO LA COSTITUZIONE DI RENZI L’IDEA DI UN GOVERNO DI POCHI. UNA MODIFICA CHE PORTA UNA UNICA FIRMA DA VENTICINQUE ANNI.

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI
Cambiare a tutti i costi la nostra Costituzione sembra essere un pallino fisso di questi ultimi venti-venticinque anni.
 Ci stanno provando in tutti i modi possibili il primo che aveva pensato a tale necessità era stato Licio Gelli, fra le cose da realizzare per rivitalizzare la Democrazia Italiana nell’attuazione di Propaganda 2.
 Arrivando ai giorni nostri, con il tentativo fallito di Berlusconi e quello attuale della Sinistra di Renzi con quei  Presidenti della Repubblica che per coerenza dicevano No a Berlusconi, avvertendo sul rischio di deriva autoritaria.
 In questo articolo non importa sapere dove sta la verità o se conviene votare No o Si perche’ e del tutto evidente che questa riforma deve essere Bocciata in toto, essendo il frutto di un operazione pericolosa che rappresenta l’ultimo baluardo di salvaguardia del Popolo verso il governo dei pochi.
 Quello che interessa sapere chi da venticinque anni cerca di realizzare la modifica Costituzionale senza riuscirci ? 
Chi si nasconde dietro Presidenti della Repubblica e Capi di Governo che nel corso degli anni si sono prestati a servire il governo dei pochi anziche’ il popolo e la Repubblica, solo per questo motivo dovrebbero essere espulsi con disonore dall’Italia Repubblica.
 Sarebbe troppo facile parlare di golpe, complotti, massonerie etc, etc si finirebbe per fare il gioco di chi invece nella melma del sistema si nasconde come un verme pensando di essere un libellula.
 Sicuramente l’Italia è tenuta al guinzaglio da un sistema di potere composto da caste, lobbies, mafie e massonerie: un’Italia che deve subire e deve tacere.
 Possiamo partire dall’architettura dello Stato gelliana che prevedeva la fine del bicameralismo perfetto e per il Senato, «una rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali», con competenze ridotte alle materie economico-finanziarie. Prevedeva anche la modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
 L’intento era ed è ancora oggi chiaro. Dare un taglio effettivo a un ramo del parlamento che, storicamente, ha maggiore saggezza e cultura non solo politica, a favore di una maggiore velocità nel fare leggi e riforme. Nella revisione della Costituzione del ’48 il piano doveva trasformare l’Italia da repubblica parlamentare in repubblica presidenziale Questa prima osservazione serve non ad affermare che oggi ci sono quei personaggi che ispiravano Gelli ma da tale analisi possiamo capire il punto di partenza di tale modifica Costituzionale.
 La costituzione renziana del 2016 ha ben più misere fonti, ma il principio di fondo che ispira quel testo è che i problemi dell’Italia deriverebbero dalla troppa democrazia e dalla troppo poca concentrazione del potere in chi deve decidere.
 I sostenitori di tale piano non era solo Gelli ma le reti di connivenze che fanno capo a faccendieri e lobbisti vari, massoneria affaristica, finanza laica e vaticana, giornalismo al soldo, e permessi concessi da superpotenze, ecc. Questa è la potentissima rete della corruzione che tocca interessi finanziari, industriali, della comunicazione, degli armamenti, nazionali e internazionali.
 E’ importante comprendere questo scenari per il semplice motivo che la modifica Costituzionale oggi proposta da Renzi riprende questa concezione gelliana e golpista con una differenza che oggi e’ ufficiale e voluta dall’Europa, parte di quei poteri che ieri erano sovversivi oggi sono legalizzati e nella visione del nuovo mondo anche non scandalosi.
 Humus e’ lo stesso solamente che negli anni di gelli si parlava di golpe oggi si parla di autocrazia ufficializzata e legittimata.
 Ed allora chi sta dietro questa riforma che seppur non voluta dal Popolo Italiano con artifizi democratici e a colpi di maggioranza Renzi ed il Pd vogliono approvare: sono sempre gli stessi solamente che una volta si muovevano dietro le quinte come sciacalli oggi invece sono Prestigiose e legittimate strutture Internazionali e Nazionali che impongono agli Stati Governi ed uomini che mettono la pronazione davanti agli interessi dei propri simili.
 Uno dei primi sostenitori di questo Governo che ha imposto Renzi al Pd, lo si puo’ cercare nei mesi prima che in Italia si instaurasse il Governo del nominato Renzi.
 La storia ed i documenti parlano da soli, basta cercali e non possono essere cancellati, cosi’ come non si puo’ cancellare le dichiarazioni fatte dai Presidenti Napolitano e Mattarella quando la stessa riforma la voleva realizzare Berlusconi. Allo stesso modo è facile trovare, ricorrendo ad Internet, il documento “Aggiustamenti nell’area Euro” reso pubblico il 28 maggio 2013 dalla Banca J. P. Morgan.
 Tale documento riferendosi ad alcuni Paesi Europei affermava: “sono governati da costituzioni antifasciste, figlie della fine della seconda guerra mondiale e per questo condizionate dal peso eccessivo che allora avevano le forze di sinistra, socialiste e comuniste.
Questo peso ha squilibrato le costituzioni a favore dei parlamenti e del pubblico, dei diritti del lavoro, degli enti locali e più in generale di ogni forza particolare o locale. Per questa ragione in questi paesi, conclude la banca, le riforme vengono respinte o attenuate al punto da non renderle efficaci.
 La riforma istituzionale e politica deve quindi precedere la riforma economica, se si vuole che questa abbia successo.”
 Tale documento sicuramente parla della Costituzione Italiana e a Renzi la controriforma costituzionale auspicata dalla P2 è dunque arrivata attraverso via bancaria e non solo per ispirazione indiretta.
 Il consigliere politico della Banca Morgan, lautamente retribuito, è quel Tony Blair che ha trascorso per molti anni le vacanze in Toscana, quando Matteo Renzi era uno sconosciuto presidente di provincia e poi sindaco di Firenze.
 Un altra firma questa riforma la porta in modo evidente e non e’ certamente quella che dice Renzi il Popolo Italiano che se la sarebbero risparmiata magari dando la precedenza alla salvezza degli Esodati creati da Professori prestati alla politica che hanno disegnato una pagina ignobile della Repubblica Italiana. Mi riferisco alla Bce con la famosa lettera mandata a Berlusconi ed i suoi 39 punti alcuni dedicati proprio alle riforme.
 Lo scenario e’ quindi abbastanza chiaro e si inserisce in un momento storico Mondiale ed Europeo dove le democrazie evolvono in autogachie ed in uno scenario Italiano dove tutti quelli che ci governano sono illegittimi e non rispettano quanto dichiarato dalla Corte Costituzionale.
 C’era da aspettarselo.La legge elettorale con la quale siamo andati a votare nelle politiche degli ultimi otto-nove anni era fasulla, illegittima, contraria alla Costituzione. Renzi e’ il 27mo premier non eletto dal Popolo e non il terzo premier di seguito a non essere stato eletto dal popolo, e come tale privo di legittimazione democratica.
 Per esempio a metà degli anni Cinquanta quando, nel corso della Seconda legislatura, si successero ben sei presidenti del Consiglio.
Il popolo elegge il Parlamento ed è questi che decide se una persona può essere o meno il presidente del Consiglio, e può anche togliergli la fiducia per darla a un’altra persona, sempre nominata dal Capo dello Stato.
 I Padri Costituenti hanno insomma tolto al popolo il diritto di eleggere il proprio presidente del Consiglio sin dalla nascita della Repubblica.
 Quello che non potevano pensare i padri costituenti e che tanto non sarebbe bastato agli ingordi dell’autogarchia vogliono governare in pochi.
 Con questo non vogliamo dire che il presidenzialismo sia un male, negli Stati Uniti funziona benissimo ma in Italia la questione e’ differente è necessario modificare l’equilibrio costituzionale per evitare gravi storture e menomazioni della democrazia italiana.
 Un libro che vi consiglio di leggere e’ quello di Lorenzo Lamperti su “Affari Italiani”. Che non risparmia nessuno “I panni sporchi della sinistra”, il libro di Ferruccio Pinotti e Stefano Santachiara (edito da Chiarelettere”).
 Il libro si apre con un esplosivo capitolo su Giorgio Napolitano, del quale vengono indicati i rapporti (o presunti tali) con Berlusconi, la massoneria, la Cia e i poteri atlantici.
 Ormai il Pd, snel nuovismo di Renzi, ha la stella polare più vicino al mondo della finanza che non a quello dei lavoratori.
 La sinistra moderna, non soltanto per la fusione con gli ex democristiani, ha cambiato visione di società mettendo in soffitta le prospettive del socialismo europeo.
 Napolitano grimaldello degli Usa per portare il Pci a posizioni più allineate al potere atlantico. Sicuramente tale riforma non si sarebbe potuta attuare senza il benestare degli Stati Uniti con qualche sostegno di Israele a cui si inseriscono anche parti del Vaticano che oggi sono al potere non solo Divino ma anche politico con il Papa degli slogan come il Renzismo, un papa che serve piu’ la causa della finanza nella visione del pianeta piuttosto che curare le sorti dei Cristiani che muoiono inchiodati alla croce in Medioriente.
 Ed in questo contesto storico ecco che il suo “partito” anziche’ chiedere la beatificazione e santificazione dei Cristiani che muoiono in Medioriente si occupano di uno stato straniero come l’Italia pensando alla nostra Costituzione ed eccoli pizzicati a sostenere la campagna per il Si.
 Una bocciatura della riforma, scrivono i gesuiti, provocherebbe il blocco del Paese e l’apertura di nuovi conflitti.
 E a loro cosa interessano gli affari della Repubblica?
 L’articolo è apparso su Civiltà Cattolica, l’autorevole rivista dei gesuiti, a firma di padre Francesco Occhetta, con il quale lo stesso auspica una vittoria del “SI” In una intervista recuperabile su You Tube, pero’ Gelli dichiarò: «Il presidenzialismo è una mia idea», sentenziò Gelli in una intervista del 2013 e Giorgio Napolitano «ci stava pensando dai tempi di Craxi>>.
 «Il presidente Napolitano è stato sempre garante dei poteri forti a livello nazionale e degli equilibri internazionali sull’asse inclinato dal peso degli Stati Uniti» scrivono i giornalisti di inchiesta Ferruccio Pinotti (del Corriere della sera) e Stefano Santachiara (Il Fatto).
 Da lì un assist guidato a Mario Montiin attesa di Renzi.
 Il Cavaliere se in un primo momento era stato convinto a scendere in politica da tali forze e’ stato costretto attraverso Napolitano a dimettersi ed i motivi che indisposero Occidente furono esclusivamente alcuni:
 
 1) Aveva minacciato di aver fatto uscire l’Italia dall’euro.
 2) Questioni Energetiche e rapporti troppo stretti con Putin
 3) Appariva chiaro che non sarebbe riuscito a portare a termine la riforma.
 4) Questione morale impossibile da accettare in Europa.
 Il 12 novembre 2011 Berlusconi fu costretto da Napolitano a dimettersi da presidente del Consiglio, pur in assenza di un voto di sfiducia del Parlamento. “Di fatto fu un colpo di Stato ordinato dai poteri forti in seno all’Unione europea e alla Bce, innanzitutto la Germania di Angela Merkel, manovrando l’impennata dello spread (il differenziale tra Btp-Bund) che sfiorò i 600 punti alimentando un clima di terrorismo finanziario, politico e mediatico, con la connivenza dei poteri finanziari speculativi che determinarono il crollo delle azioni Mediaset in Borsa, realizzato con un comportamento autocratico di Napolitano che in quattro giorni ottenne le dimissioni di Berlusconi, nominò Mario Monti senatore a vita e lo impose a capo di un governo tecnocratico a cui lo stesso Berlusconi fu costretto a dare fiducia.”Fonte malagiustizia.eu
 Questi in sostanza sono i mandanti che stanno dietro a Governi che vengono epurati e a Statisti che vengono fatti scendere in campo oppure allevati in una sorta di batteria di polli di allevamento.
 Per la nostra Costituzione del 1948 secondo Piero Calamandrei affermva che si sarebbe dovuto salire sui monti dove erano morti i partigiani, andare nelle prigioni e nei campi di concentramento, perché in quei luoghi essa era nata.
 Questo concetto di una Costituzione nata da una lotta di liberazione per mano e per opera di tanti Italiani morti per la nostra libertà ha un valore fondamentale per la Democrazia sostituirla per favorire finanza ed autogarchia con il bene stare degli Stati Uniti e di Israele si fà un torto non solo alla liberta’ di autodeterminazione di un popolo ma si mina le fondamenta della Democrazia.
 La gestione della Nazione Italia se da un lato favorisce il progetto autogarchico Europeo con tale modifica Costituzione renderà il paese meno gestibile sia in Europa che per gli Stati Uniti che si troveranno un aumento della corruzione ed un alleato governato da persone pronte a tutto tranne che rimanere fedeli.
Votare No e’ un ruolo di grande maturità che il Popolo Italiano deve avere perchè la Democrazia non viene regalata dal divino, ma va difesa e conquistata ogni momento della nostra vita per i nostri figli.
Lo scenario e’ pieno di dossier e ricatti in cui in mezzo ci sono i partiti tutti spesso complici spesso vittime, in questo contesto anche la stampa se vuole tenere il posto deve adeguarsi pena epurazioni alla Erdogan come avvenuto in Rai.
Sicuramente il tempo di Renzi sta per scadere, il sistema in caso di No farebbe dimettere Renzi che serviva solo a raggiungere tale scopo e continuerebbe a proporre nuovi statisti tirati fuori dal cilindro della democrazia costruita a tavolino
http://www.ilgiornaledellapolitica.com/2016/08/dietro-la-costituzione-di-renzi-lidea.html
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NOI PARLAMENTARI PD PER IL NO AL REFERENDUM By REMO

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI
I firmatari di questo documento sono parlamentari del PD che voteranno no al prossimo referendum costituzionale. Con la consapevolezza che la propria è posizione in dissenso da quella deliberata dal PD, ma nella convinzione che essa possa essere da noi assunta grazie al carattere liberale dello statuto del partito, il quale mette in conto che non si dia un vincolo disciplinare quando sono in gioco principi e impianto costituzionale. Una posizione, la nostra, che confidiamo possa essere doppiamente utile.
Da un lato, contribuendo a centrare il confronto sul merito della riforma, anziché su pregiudiziali posizioni di schieramento, come un po’ tutti, a cominciare dal PD, dichiarano di auspicare. Dall’altro, ritenendo che non siano pochi, tra elettori e militanti democratici, coloro che coltivano una opinione diversa da quella “ufficiale” del partito, pensiamo sia bene che essi abbiano voce. Circostanza che conferisce autorevolezza e forza al PD come grande partito pluralistico, inclusivo e appunto liberale. Sinteticamente, le motivazioni del nostro no sono le seguenti:
1) le priorità in agenda. È nostra convinzione che le riforme costituzionali, pur necessarie, non rappresentino la priorità in agenda. Di più: che da gran tempo è invalsa l’abitudine – una sorta di alibi per la classe politica – di imputare alla Costituzione la responsabilità di insufficienze che semmai vanno intestate alla politica e all’amministrazione; nonché di spostare tutta l’attenzione dall’esigenza di dare attuazione a principi e diritti scolpiti nella Carta alla ingegneria costituzionale in una sorta di frenesia riformatrice;
2) legittimazione o, meglio, autorevolezza di questo parlamento. Conosciamo la sentenza n. 1 del 2014 che autorizza l’operatività del parlamento ancorché eletto con il Porcellum dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Ma una cosa è la sua operatività ordinaria, altra cosa è la riscrittura di ben 47 articoli della Costituzione, un ridisegno della sua seconda parte (per altro già rinnovata in taluni suoi articoli), per il quale si richiederebbero ben altra autorevolezza e forse un più esplicito mandato da parte degli elettori. Abbiamo la memoria corta: dopo l’esito delle elezioni politiche del 2013, dalle quali non è sortita una maggioranza, era opinione unanime che si dovesse dare vita a un governo istituzionale che portasse entro un anno a nuove elezioni, non a governi o a una legislatura costituenti;
3) metodo. È profilo cruciale. Le revisioni costituzionali sono materia parlamentare per eccellenza. Nel nostro caso, l’intero processo è stato ideato, gestito, votato dal governo, per altro facendo appello a motivazioni giuste ma francamente incongrue rispetto alla portata della riforma quali la riduzione dei costi. Un protagonismo esorbitante e improprio del governo, non privo di gravi conseguenze. Tra le quali quella di non giovare al fine di raccogliere una maggioranza larga, quale si conviene alla riscrittura della Legge fondamentale della Repubblica; quella inoltre di smentire il solenne impegno a non ripetere l’errore del passato di riforme varate da una stretta maggioranza di governo; quella infine di porre l’ennesimo, insidioso precedente foriero di altri futuri strappi da parte di maggioranze politiche contingenti, in un tempo che ci suggerisce di non escludere, per il futuro, governi dal segno illiberale. E ancora: quella di porre le premesse per un referendum costituzionale il cui oggetto slitta dal quesito di merito formale al quesito implicito sul sì o no al governo, dunque un plebiscito. Anche a motivo della non omogeneità dell’oggetto, come prescrive la giurisprudenza costituzionale e, prima ancora, l’art. 138 la cui “ratio” chiaramente sottintende revisioni mirate e puntuali;
4) il merito. In estrema sintesi, la nostra opinione è che la riforma non riesca a perseguire gli obiettivi dichiarati: di semplificazione e di conferimento di efficienza e di efficacia al sistema istituzionale. Più specificamente, essa disegna un bicameralismo confuso – va da sé che siamo favorevoli al superamento del bicameralismo paritario – nel quale il Senato, privo per altro di adeguata autorevolezza e rappresentatività, rischia semmai di costituire un ulteriore ostacolo al processo decisionale (davvero si pensa che il problema sia quello di fare più celermente nuove leggi, anziché quello di farne meno e di scriverle meglio?); un procedimento legislativo farraginoso e foriero di conflitti; un Senato la cui estrazione locale mal si concilia con le rilevanti competenze europee e internazionali affidategli; una esorbitante ricentralizzazione nel rapporto Stato-regioni che revoca il principio/valore delle autonomie ex art. 5 della Carta (paradossalmente ignorando l’esigenza di ripensare le regioni ad autonomia speciale); una complessiva alterazione degli equilibri, delle garanzie e dei bilanciamenti di cui si nutre il costituzionalismo tutto a vantaggio del governo, un vantaggio ulteriormente avvalorato dall’Italicum; il conferimento ai futuri consiglieri regionali e sindaci senatori dell’istituto dell’immunità sino a oggi riservato ai soli rappresentanti della nazione in senso proprio;
5) elettività dei senatori. Nell’ultimo e decisivo passaggio della riforma al Senato la questione più dibattuta fu quella della sua elettività, motivata in ragione delle competenze ad esso assegnate – dalle leggi di revisione costituzionale alla materia comunitaria sino alla ratifica dei trattati internazionali – che palesemente presuppongono senatori eletti direttamente dai cittadini in quanto fonte della sovranità nazionale. Ne è sortita una elaborata mediazione sul testo che di fatto rinvia la questione a una legge elettorale (del Senato) ordinaria di attuazione. Sul punto, vi fu l’intesa di fare precedere il referendum costituzionale da un impegnativo atto politico se non dalla messa a punto di una bozza di tale legge attuativa, della quale non si ha più notizia. Rilasciando così nell’incertezza la cruciale questione della elettività dei senatori;
6) infine una ragione politica, che riguarda il PD e, più complessivamente, l’evoluzione del sistema politico. Non è un mistero che, anche a motivo della impropria drammatizzazione politica della questione, si attende il referendum come uno spartiacque. Al punto che vi è chi rappresenta il fronte del sì come il laboratorio di uno schieramento o addirittura di un partito che muova dal PD, ma che vada oltre il PD. Una sorta di partito unico di governo, posizionato al centro, che si concepisce come alternativo alla destra e alla sinistra. Una prospettiva, per noi, tre volte sbagliata: perché snatura il confronto referendario; perché allontana il sistema politico dalla fisiologia di una competizione tra centrodestra, centrosinistra e 5 Stelle; perché altera il profilo costitutivo del PD quale partito di centrosinistra, ancorché non presuntuosamente autosufficiente, nel solco dell’Ulivo. Quel profilo e quell’assetto che, alle recenti amministrative, nel quadro di una bruciante sconfitta, ha consentito al PD di vincere la partita a Milano. La nostra posizione per il no può riuscire utile sotto un altro, decisivo profilo. Quello delle gestione delle conseguenze a valle di una eventuale bocciatura della riforma. Il nostro è un no di merito alla riforma. La circostanza che anche elettori e militanti del PD possano avere contribuito al no non autorizzerebbe a stabilire un improprio automatismo: no alla riforma=crisi di governo. text3361
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APPELLO ALLA PARTE GIUSTA DEL PAESE (CITTADINI, POLITICI, GIORNALISTI, GIURISTI, ETC, ETC) E’ INDISPENSABILE INVERTIRE LA ROTTA DELLA NAVE ITALIA.

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

In questi anni di mia attività mediatica ho visto accadere di tutto dal punto di vista Politico, e tutto quello che ho assistito e’ stato sempre verso il peggio e mai verso un miglioramento del Sistema Italia.

Nessuno e’ esente da colpe di quanto in questi anni e’ accaduto in Italia, neppure io che nella mia attività politica di marketing ho investito negli ideali di Centro Destra salvo vedere poi svanire quanto da me costruito.

Il Sistema Italia e’ tutto colpevole nella sua totalità dai singoli cittadini che se possono nel loro piccolo giardinetto “fottere” il vicino lo fanno alla classe Dirigente pubblica che spesso si lascia corrompere o distrarre dal loro senso del dovere per arrivare alla classe politica totalmente compromessa da anni di barbarie e oligarchia.

Un Paese che ha una classe politica compromessa, indagata, non eletta ma nominata, non rinnovata e’ un po come il traffico di una grande città senza vigili a governare il traffico cittadino.

Questa classe politica non e’ mai scesa dall’altare anche senza voti perchè di fatto in un modo o nell’altro si passa il testimone da destra a sinistra da decenni compiendo le solite porcate della casta e a favore del sitema inteso come coclava di affari, massoneria, servizi internazionali etc etc.

Inutile lamentarsi quando il cittadino pur avendo la possibilità di liberarsene non ha fatto nulla con l’uso dell’unica arma democratica che aveva il voto.

Adesso che non lo fanno votare piu’ ci si lamenta di quanto fatto da Berlusconi negl’ultimi 20 anni, oppure ci si lamenta del neo salvatore Renzi ormai scaricato da tutti.

Ma si sa siamo italiani e siamo voltagabbana come nel 1940 quando da tutti sostenitori di Mussolini siano diventati tutti oppositori del perdente.

Io credo che sia ora che tutto questo marciume, che anche questo sistema di potere venga spazzato via per lasciare posto non solo al M5S ma anche ad un movimento politico nuovo che racchiuda dentro il contenitore vecchi e giovani, cittadini e classe dirigente, gente di destra e di sinistra che abbiano un solo comune denominatore che e’ quello di essere giusti  e di essere dalla parte sana del Paese che abbia un senso comune civico e di amor patria.

Come diceva Pecorelli in una suo rivista questo Paese non si salverà se non risorgera’ un nuovo senso del pudore…

Serve la partecipazione di tutta la parte sana che deve essere attore e non figurante della vita del Paese.

Remo Pulcini

remo.pulcini@tin.it

www.referendumcostituzionalevotano.it

NAPOLITANO, RENZI E ALFANO NON BARATE SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE, LO SPEZZATINO SI FA IN MACELLERIA LA DEMOCRAZIA VI GUARDA !!! A POCHI INTENDITORI POCHE PAROLE

 

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NON DIMETTERSI E’ UN ATTO CONTRO IL POPOLO, QUANDO ALL’ESTERO SI DIMETTONO PER NON AVER PAGATO IL CANONE TV

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

All’ estero il politico si dimette per non aver pagato il canone tv o per la tata in nero, in Italia non ci si dimette ne per opportunità politica o rispetto al Popolo Sovrano neppure nei casi piu’ gravi.

Il Paese Italia non riuscirà mai a cambiare se la Classe Politica blindata e Oligarchica che Governa il Paese non viene eliminata in modo Democratico.

Non e’ tempo di rivoluzioni o di Brigate Rosse o Nere e non e’ neppure tempo di Votazioni visto che la Sovranità popolare e’ stata ibernata.

Gli Italiani non devono neppure aspettarsi che questa classe politica assuefatta a Governare da decenni senza che nessuno dica nulla ed anche senza voti e con continui inciuci o giravolte politiche, possa autocensurarsi.

Purtroppo le strade democratiche sono solamente due, la presa del potere di una nuova forza politica che abbia una nuova moralità e trasparenza o la via Giudiziaria.

Nel bene e nel male seppure con alcune storture la Magistratura ha spesso salvato la Repubblica dal tracollo politico delittuoso in cui il Paese e’ caduto.

E’ chiaro che la Magistratura non puo’ far dimettere a meno di creare il delitto di opportunità politica alle dimissioni.

Questo Paese come diceva Pecorelli non si salverà se non nascerà un nuovo senso del Paese e della Morale, purtroppo lo stesso Pecorelli non poteva sapere che saremmo arrivati nel 2016 con un sistema Oligarchico come ai tempi della Rivoluzione Fraancese.

Una Democrazia Europea deve avere gli anticorpi che costringono un soggetto Politico che rappresenta il Popolo a dimettersi quando esistono motivi anche futili di opportunità etica.

Ed invece in Italia si assiste impotenti all’esaltazione dell’arroganza e della violenza dei comportamenti arroganti nella consapevolezza di non avere ripercussioni sociali e conseguenze Politiche di questi elementi politici che spesso non hanno la percezione del consenso popolare come diritto di rappresentare il Popolo.

Il fatto di essere nominati o di avere voti in partiti infinitesimali non costituisce motivo di vergogna o rassegnazione delle dimissioni sempre per il solito motivo che non si corrono rischi di avere conseguenze.

E’ un po’ come la lotta alla Corruzione dove le Leggi piegate al volere non del Popolo ma degli interessi Politici di parte crea leggi come sarti, vestiti che calzano a pennello sulla Politica indegna.
Da un lato si alzano le pene per gettare fumo negli occhi del parco buoi tanto per usare un termine da Finanza che e’ il Popolo Italiano dall’altro si escludono da tali sanzioni la Politica e pur quando qualcuno viene colpito si e’ quasi certi dell’impunità.

Gli scandali corruttivi non finiranno mai nella Politica fin quando non avremo delle leggi che consentono di mettere in galera e far dimettere chi compie reati con l’aggravante dell’attività politica.
Mose’, Expo sono solo gli ultimi casi di fenomeni corruttivi che costano al Paese e agli Italiani piu’ che dal punto finanziario della credibilità Democratica del Paese.

Quando si ha un Oligarchia politica che inciucia e si autoconserva senza la misura del voto non ci si possono aspettare le dimissioni anzi quando qualcuno alza il tiro ed osa ribellarsi ecco addirittura offendersi o tirare in ballo che il parente di turno non ha nulla a che vedere con il Politico fratello o papa’ che sia.

Bisogna che gli Italiani si decidano se vogliono vivere ai limiti della sopravvivenza sopportando tutte le angherie del sistema oppure cambiare rotta magari quando sara’ data la possibilità del voto scegliendo un gruppo politico meno corrotto oppure affidarsi alla Magistratura alzando il tiro con arresti continui.

In Europa ci si dimette per poco alcuni esempi sono chiari:

I sottosegretari francesi Christian Blanc e Alain Joyandet si sono dimessi in tandem, nel luglio scorso, per motivi di gravità non straordinaria.

Il vizio del fumo e il sigaro è stato fatale anche alla carriera di Rhodri Glyn Thomas, un politico di spicco del partito nazionalista gallese Playd Cymru che ricopriva l’incarico di ministro della Cultura del Galles.

Il canone tv non pagato e la tata in nero. Sempre in Svezia, ma questa volta nel centrodestra, si sono verificati più recentemente altri due casi. Nominata il 6 ottobre 2006 ministro dei Trasporti nel governo di Frederik Reinfeldt, la conservatrice Maria Borelius il 14 ottobre si era già dimessa. Infatti in pochi giorni si erano scoperti vari suoi “crimini”: babysitter senza contributi, canone tv non pagato e un marito proprietario di una casa di vacanze intestata a una società con sede nell’isola di Jersey, paradiso dell’esentasse. Un paio di giorni dopo si dimise anche una sua collega, il ministro della Cultura, Cecilia Stegö Chilò: anche per lei tate in nero e canone tv non pagato, in questo caso con incallita reiterazione della gravissima mancanza per ben 16 anni consecutivi. Il marito che comprava i film porno in tv con il denaro pubblico.

In Italia se prendiamo il caso della Boschi clamoroso e quello di Alfano le dimissioni era il minimo sindacale ed invece rimangono li con atteggiamenti arroganti e poco rispettosi verso gli Italiani che hanno perso i soldi nelle Banche o che non hanno il lavoro.

Stiamo parlando di persone nominate e senza voti che dal punto di vista della Democrazia del Voto non avrebbero diritto a stare li neppure se non fossero finiti nell’occhio del ciclone.

Gli Italiani scelgano adesso con chi stare con questi elementi che violentano la Repubblica continuamente oppure con se stessi magari sostenendo la Magistratura ed utilizzando le uniche armi che anno in mano come il VOTO NO al Referendum Costituzionale e Votando M5S che se anche non simpatico ha perlomeno giovani e non vecchi balordi della politica.

Il nostro è il paese del “garantismo” dell’Oligarchia, La colpa e’ dei ‘’fessi’’, cioe’ degli onesti, che invitano alle dimissioni i politici corrotti e mendaci e esortano i magistrati a perseguire i corrotti, i mendaci, che rubano, mentono, per continuare a garantirsi ricchezze e benessere.

IO SOSTENGO CHE NON PUOI DIMETTERTI DEVI DIMETTERTI MI RIFERISCO AD ALFANO, BOSCHI E RENZI primo perche’ non vi siete misurati con il voto o avete voti infinitesimali e poi per opportunità politica al fine di non indebolire le fondamenta della credibilità della Repubblica.

Attendiamo come un Obbligo questa dichiarazione: che, pur non essendoci chiare motivazioni ostative ma solo fastidiosi mormorii sul mio conto (di guai giudiziari, insinuazioni sul mio comportamento, ecc.) ritengo opportuno rassegnare le dimissioni per rispetto di quel che rappresento in quanto politico.

Voglio anche ricordarvi che le Banche Italiane sono ormai sull’orlo di un crollo generalizzato attenzione che presto per salvarle metteranno vostri soldi sempre nelle loro pance mentre voi sarete sempre spennati come i polli. E’ arriva l’ora che Democrazia Popolare si svegli ed eserciti il diritto di Governarla nel proprio interesse e non nell’interesse dei pochi.

http://www.ilgiornaledellapolitica.com/2016/07/non-dimettersi-e-un-atto-contro-il.html

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IL PD E RENZI DA PAVIDI ! HA PAURA DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE E’ STANNO CERCANDO UNA SCAPPATOIA

LA RETE SOCIAL DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE - VOTA NO ! DI REMO PULòCINI

RENZI: “SE PERDO A OTTOBRE MI DIMETTO”

https://www.youtube.com/results?

RENZI+SE+PERDO+A+OTTOBRE+MI+DIMETTO

Purtroppo per i golpisti emerge che gli Italiani sono contrari alla riforma della costituzione con una percentuale che non e’ quella che dicono i media che falsificano la verità.

Si parla del 70% per il No ed allora cosa si fa’ ?

si truccano le carte in tavola come neppure il mago Silvan saprebbe fare, le opzioni sono tante:

 Ormai al Sì ci crede solo Renzi.

 Stanno pensando a modificare le date o a spezzettarlo in piu’ quesiti.

 Non piu’ Pavidi ma paurosi ed io li faro’ perdere senza ombra di dubbio.

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LE PROVE DOCUMENTALI E VIDEO DI COSA DICEVA IL PD SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE !!! FATTI E NON PAROLE

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CONTINUA

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IL PROGETTO SEGRETO DEL PD PER FAR FUORI RENZI. ECCO CHI CI SARA’ DOPO RENZI

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Per farvi comprendere questo argomento ho deciso di partire dal giorno in cui Berlusconi viene (giustamente) eliminato politicamente dall’Europa ed al suo posto viene messo il governo Tecnico servile di Monti.

Da questo momento si arriva sino al Governo Letta il cui unico scopo era fare da garante attraverso lo Zio affinchè venga assicurato un passaporto di uscita a Berlusconi.

Questo Passaporto consisteva nel non farlo andare in galera e nel salvaguardare le sue aziende in cambio assicurava attraverso il patto del Nazzareno quello che di li a poco sarebbe accaduto.

Attuato questo scenario e garantite a tutte parti in gioco la giusta ricompensa bisognava mettere al governo del partito PD una promessa, una persona che potesse ringiovanire il partito e attuare tutto quello che non hanno consentito a Berlusconi proprio il PD e la vecchia nomenclatura.

Questa persona e’ Renzi e per far fuori tutta la vecchia nomenclatura del PD si usato l’unico metodo che il sistema e gli Usa conoscono il Dossier.

Infatti scoppia il caso MPS e tutta la nomenclatura che rischia di andare in galera come ai tempo di Di Pietro giudice un nuovo caso anni 90, consegnano il partito in mano a Renzi che di fatto in meno di 2 anni realizza quasi tutto quello che lo stesso PD non ha fatto realizzare a Berlusconi.

L’ultimo atto sarebbe la Riforma Costituzionale che io non gli consentirò di attuare vista campagna mediatica.

Tuttavia in questo nuovo scenario il mio migliore alleato per il No al Referendum Costituzionale lo trovo proprio nella vecchia nomenclatura come D’Alema, Bersani e altri.

Infatti il sistema inteso come potere promiscuo Usa, Massoneria etc , etc, ha gia’ deciso di passare il testimone ad un movimento nuovo M5S.

Se Berlusconi e’ morto da tempo politicamente , Renzi e in coma terminale senza che lo sappia.

D’Alema in questo scenario si toglie giustamente qualche sassolino affermando di Votare No e di scindere il partito.

La questione e’ semplice, si e’ deciso di attendere fino al Referendum Costituzionale per regolare i conti infatti si attende che Renzi lo perda affinche’ lo si faccia dimettere con disonore, se nel caso qualcosa dovesse andare male del tipo Renzi non rimetta il mandato da nominato e’ pronto un piano B.

Il giorno dopo che Renzi perdere il Referendum e non si dovesse dimettere, Il PD si scinde e la vecchia nomenclatura rifonderebbe un nuovo PD con maggiore credibilità.

Anche perche’ esiste il serio rischio che il sistema di potere che voleva una Oligarchia blindata con Renzi e l’Italicum con premio di maggioranza Staliniano al 40% rischia di consegnare il governo totalitario del paese non ha Renzi ma al M5S

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QUESTO E’ IL MOMENTO PER LA SICILIA DI CHIEDERE UN AUTONOMIA FORTE, CHE CI AVVICINI AGLI USA E SI DISTANZI DALL’EUROPA NON PRIMA DI AVER ABOLITO LO STATUTO E TUTTI GLI ASCARI.

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In un momento storico dove Europa e’ in crisi ed il mondo cambia alla velocita’ della luce e’ necessario per la nuova classe dirigente e politica siciliana cogliere queste opportunità.
 
Oggi la Sicilia mantiene grazie ad uno Statuto stuprato dai politici Siciliani una classe politica parassitaria e servile a Renzi.
Un Crocetta che elemosina la chiusura del bilancio per mantenere la poltrona.
Il mondo cambia alla velocita’ della luce ed in Sicilia non un politicoattuale guarda attorno a se il mondo e le opportunita’ degli eventi.
La Sicilia e’ per la NATO e per gli Usa di nuovo una portaerei nel mediterraneo che va tutelata.
Non serve una Sicilia servile a Roma e che rappresenta l’Ultima periferia dell’Europ.
Questo non porta sviluppo della nostra terra. 9pzowf6R_400x400
Oggi serve un movimento politico autonomista vero, che chieda e guardi al Mediterraneo assieme agli Usa piuttosto che sia servile a Roma e all’Europa.
Diventiamo il Nord Mediterraneo piuttosto che il Sud Europa.
Lasciamo che la Lombardia diventi il Sud Europa, ma per fare questo serve una classe politica e dirigenziale nuova perche’ quella vecchia e’ da radere al suolo e non comprenderebbe mai queste scelte.
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